«Hop! Hop! Su quelle gambe! Vuoi o non vuoi essere il driver più veloce sul mercato? E allora, via di corsa.. e poi flessioni.. piegamenti.. torsioni.. estensioni..» «Estensioni?» «Si, alla DBAPI-2.0!» La Python Database API Specification v2.0 ha un grande vantaggio: la semplicità. Se confrontata a documenti simili relativi ad altri linguaggi di programmazione, si nota immediatamente come il suo scopo sia quello di garantire un minimo comune denominatore sul quale basare diversi driver per database. Questo ovviamente favorisce sia l'utente del driver, che si ritrova a dover imparare un'API molto ridotta benché decisamente espressiva che l'autore del driver stesso. Implementare completamente la DBAPI2-0 in effetti è così semplice che esistono almeno 5 driver differenti solo per PostgreSQL! Ovviamente non è tutto rose e fiori perché un'API minimalista per scelta non permette facilmente l'accesso alle funzioni più avanzate dei backend ed ogni autore si trova a dover scegliere fra il discostarsi dalla DBAPI e perdere quindi la piena compatibilità oppure rinunciare ad esporre alcune delle funzionalità più avanzate del backend. psycopg ha risolto il problema sviluppando nel tempo un approccio (altrettanto) minimalista dove le estensioni rendono disponibili alcune feature del backend riducendo al minimo le modifiche che l'utente deve apportare al codice DBAPI eventualmente già scritto.